AMIKO, la startup italiana che migliora la salute dei pazienti

AMIKO, startup tutta italiana nata nel 2015 che negli ultimi mesi ha ottenuto 600mila euro tramite la misura Smart&Start gestita da Invitalia. L’intuizione alla base di AMIKO è monitorare farmaci e piani terapeutici.

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Miriam Gualandi
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October 29, 2020
Category:
Tecnologia

Sanità, economia, politica, quale campo della vita moderna non è stato attraversato e messo in subbuglio dall’epidemia di Coronavirus? Mentre in queste ore si rincorrono DPCM e il Paese è scosso dal terrore di un altro lockdown, ci sono persone che non hanno smesso di lavorare un secondo perché il Covid-19 non spazzasse via il frutto di anni di sacrifici. Qualcuno si è reinventato, come la startup statunitense Curative, altri hanno saputo restare sulla cresta dell’onda, come la barese Roboze. Di questa e di altre due start up innovative sopravvissute alla pandemia di cui abbiamo parlato in un nostro video.

In mesi e mesi di bombardamento mediatico ci siamo dimenticati che non esiste solo il Covid-19 e che ricerca e sviluppo non possono esimersi dal cercare soluzioni innovative per contrastare tutte le patologie. Quelle respiratorie oggi sono drammaticamente di attualità in tutto il mondo, sono molteplici le affezioni polmonari che rendono la vita difficile a milioni di persone e che, soprattutto, rendono più aggressivi gli effetti del Coronavirus.


AMIKO, la startup che si prende cura dei pazienti

E qui veniamo a raccontarvi la storia di AMIKO, startup tutta italiana nata nel 2015 che negli ultimi mesi ha ottenuto 600mila euro tramite la misura Smart&Start gestita da Invitalia. L’intuizione alla base di AMIKO è monitorare farmaci e piani terapeutici in modo più efficace da parte di pazienti e medici. Il team di AMIKO è partito dal presupposto che, sebbene la medicina oggi metta a disposizioni molti trattamenti efficaci, la maggior parte dei pazienti fa fatica a seguire i propri percorsi di cura. Mantenere le abitudini e assumere costantemente i farmaci non è così semplice per i pazienti, ma anche per i medici che non sempre hanno gli strumenti e le informazioni atte a offrire cure ottimali ai propri pazienti.

Internet of things, il caso di Respiro

Il primo progetto sviluppato da AMIKO è Respiro, una piattaforma digitale composta da sensori da attaccare alle confezioni del medicinale. I dati raccolti dal sensore sono immagazzinati nel cloud e utilizzati per ricordare, tramite app sullo smartphone, l’assunzione del farmaco nella quantità e nel momento stabiliti dal piano terapeutico elaborato dal medico. L’obiettivo è coinvolgere i pazienti in modo consapevole sulle scelte riguardanti la propria salute. In particolare, la piattaforma punta a migliorare il percorso terapeutico dei pazienti di asma, patologia che si stima colpisca oltre 300 milioni di persone a livello globale.

In una intervista l’AD di AMIKO, Duilio Macchi, ha dichiarato: «Quello che noi produciamo è un piccolo device da attaccare su questi medicinali che ne traccia l’uso, in questo modo aiutiamo il paziente a capire quanto medicinale sta assumendo e lo aiutiamo ad assumerlo sempre meglio. Dall’altra parte vogliamo anche correlare quali sono i miglioramenti fisiologici derivati dall’assunzione del farmaco».

Come funziona Respiro

Ma come funziona questa tecnologia nello specifico? In gergo tecnico si chiama «Internet of things», internet delle cose, ovvero l’estensione della rete agli oggetti che ci circondano. Dallo smartphone al frigorifero, oggi gli oggetti non sono più solo cose inanimate ma vere e proprie entità che hanno il compito di “migliorare” la vita degli uomini. Dunque, Respiro è una respiratory digital therapeutics, cioè una terapia i cui “principi attivi” sono i chip in silicio degli smart inhaler tecnologicamente più avanzati disponibili sul mercato mondiale ed i byte di informazione presenti sugli smartphone dei pazienti.

AMIKO e la sua crescita esponenziale

Sin dalla sua fondazione, AMIKO ha registrato un crescente interesse da parte di investitori nazionali e internazionali, ricevendo un grant dalla Regione Lombardia, dall’Ente europeo Horizon 2020 e venendo incubati da IMS HEalth prima e da Breed Replay poi. Non solo, il team di AMIKO ha iniziato anche un progetto di espansione all’estero tramite partnership con alcuni grandi player dell’industria farmaceutica europea.

Inoltre, Respiro è stato utilizzato in studi clinici e in oltre 20 programmi commerciali in Italia, Portogallo, Germania e Paesi Bassi. I dati di validazione clinica sembrano mostrare un netto miglioramento dell’aderenza del paziente al piano terapeutico, un’ottimizzazione dell’efficacia della singola assunzione di farmaco e un aumento significativo del test di controllo dell’asma. In ultimo, Respiro ha attratto anche l’interesse di Invitalia: come si legge sul sito della Agenzia per lo Sviluppo, grazie al programma Smart&Start Italia la startup ha ottenuto quasi 600.000€ per investimenti e gestione successiva e sempre l’AD Duilio Macchi ha dichiarato «Smart&Start si è dimostrata una misura efficace e perfettamente tagliata sulle esigenze della nostra azienda, che ci ha permesso di effettuare gli investimenti necessari a sostenere la crescita di Amiko».

Miriam Gualandi

Giornalista laureata in lettere. Appassionata di storie di successo.