Credito di imposta per ricerca e sviluppo: come funziona e quali sono i requisiti

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Flavio Leone
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September 1, 2020
Category:
Fondi Pubblici

Il credito d'imposta per le attività di ricerca e sviluppo è valido anche per l'anno 2020 e non solo, è stato anche potenziato.

È proprio questa la novità inserita nella Legge di Bilancio del 2020: le imprese del sud potranno beneficiare maggiormente di questo potenziamento.

Per tutti i costi sostenuti nell'area della ricerca e sviluppo è possibile accedere ad un credito d'imposta che va dal 25% al 50% della spesa effettuata, fino al limite di 10 milioni di euro annui. Questa manovra economica ha generato molto interesse nei possessori di partita iva che hanno deciso quindi di investire in questo ambito.

Con questi investimenti le imprese italiane si possono adattare al meglio agli obiettivi prefissati dal piano Industria 4.0. L'innovazione è uno dei punti di forza su cui investire se si vuole competere in un mercato sempre in continua evoluzione e crescita.

Adesso vediamo insieme tutti i vari aspetti del credito d'imposta a seguito delle ultime modifiche apportate.

Cos'è la ricerca e sviluppo?

L'area della ricerca e sviluppo è una di quelle che negli ultimi anni sta avendo un ruolo sempre più cruciale nelle aziende che si vogliono innovare e rimanere al passo con i cambiamenti del mercato. Gli investimenti che vengono effettuati in quest'area riguardano l'incremento della produttività dell'impresa.

In quest'area vengono analizzati i bisogni e le richieste della clientela dell'azienda. In base a questi dati si effettua attività di ricerca per sviluppare nuove attività di produzione che possano soddisfare al meglio i bisogni. Vengono elaborate quindi nuove idee progettuali che vengono valutate in un secondo momento.

Molte volte le aziende collaborano con Università e Enti di Ricerca o altri professionisti per cercare di innovare la loro attività e il modo di fare impresa.

Data l'importanza di quest'area lo Stato ha deciso di incentivare gli investimenti in questo ambito.

Cos'è il credito d'imposta e come funziona

Tutte le imprese che investiranno in ricerca fondamentale, industriale e sviluppo sperimentale riceveranno un credito d'imposta che va dal 25% al 50%. Questo è il bonus che lo Stato è pronto ad erogare per incentivare gli investimenti in queste aree.

Chi può beneficiare del credito d'imposta?

Ne possono usufruire tutti i soggetti che sono titolari di un reddito d'impresa. Quindi in questa lista sono comprese le imprese, gli enti non commerciali ed anche i consorzi e le reti d'impresa. La natura giuridica, la dimensione e il settore in cui agiscono questi enti sono ininfluenti sull'accesso al bonus.

Le imprese che possono usufruire del credito d'imposta devono avere sede in Italia. Possono essere anche imprese con sede all'estero però con stabile organizzazione in Italia.

Come ricevere il bonus?

Il bonus è stato introdotto nel 2013 con il decreto legge 23, n.145. Nel corso del tempo si sono susseguite diverse novità che sono state introdotte fino alle ultime modifiche nella Legge di Bilancio del 2019.

In tutti i casi le imprese devono indicare tutte le spese che hanno sostenuto che riguardano l'area della ricerca e sviluppo. È necessario quindi che questi compilino il quadro RU del modello Unico.

Vediamo insieme adesso quali sono le novità introdotte lo scorso anno.

Novità introdotte e benefici per il Sud Italia

Sono state introdotte delle importanti novità per la percentuale del credito d'imposta riconosciuto alle imprese del Sud Italia che investono in ricerca e sviluppo. Questa è una misura per permettere anche ai piccoli imprenditori del sud Italia di investire in questo ambito e rimanere competitivi sul mercato. Molte aziende del sud Italia hanno una capacità di spesa minore rispetto a quelle del nord Italia che hanno un volume d'affari più ampio. Proprio per queste ragioni lo Stato ha deciso di inserire ulteriori incentivi a favore di queste.

Dal 2019 (valido anche per il 2020), il bonus per la ricerca e lo sviluppo si divide nelle seguenti percentuali:

  • 50%: per tutti gli investimenti in ricerca e sviluppo che riguardano spese per lavoratori dipendenti, impiegati nelle attività di R&S, e anche per i lavori commissionati a terzi come ad esempio Università;
  • 25%: per le spese che riguardano attrezzature e strumenti di laboratorio utilizzati per le attività di ricerca e sviluppo commissionate ad enti privati.

Le novità più importanti, come detto in precedenza, riguardano però le imprese nel Sud Italia, nelle seguenti regioni: Sicilia, Sardegna, Puglia, Calabria, Molise, Campania, Basilicata e Abruzzo. In queste regioni il credito d'imposta per le imprese sarà del 50% degli investimenti effettuati in questo ambito entro il 31 dicembre 2020.

Qual è il limite massimo di spesa?

Il limite massimo di spesa è variato nel corso degli anni. Inizialmente dal 2013 al 2017 il limite massimo era di 5 milioni di euro, nel 2018 è stato incrementato fino a 20 milioni di euro, nel 2019 e nel 2020 è stato dimezzato a 10 milioni. Ci sono state delle variazioni che comunque rendono interessante questa misura.

Conclusioni

Ora che abbiamo visto le caratteristiche principali del credito d'imposta e di questa misura governativa, se ti rispecchi nei requisiti richiesti non ti resta che procedere e far fare un salto di qualità alla tua azienda.

Flavio Leone

Appassionato scrittore di economia e business. Abile narratore, vi aiuterà a districarvi nel mondo del business e del venture capital funding.