Start-up di successo con Smart&Start

La corsa all’innovazione tecnologica non risparmia neanche l’Italia e il capitale umano del nostro Paese è davvero notevole. Lo dimostrano i programmi di accelerazione e incubazione a cui ogni anno partecipano migliaia di start up in lizza per ottenere finanziamenti che possano accendere il motore delle loro imprese. “Innovazione” è la parola chiave della maggior parte delle misure proposte dagli organi statali e parastatali.

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Miriam Gualandi
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September 10, 2020
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Fondi Pubblici

La corsa all’innovazione tecnologica non risparmia neanche l’Italia e il capitale umano del nostro Paese è davvero notevole. Lo dimostrano i programmi di accelerazione e incubazione a cui ogni anno partecipano migliaia di start up in lizza per ottenere finanziamenti che possano accendere il motore delle loro imprese. “Innovazione” è la parola chiave della maggior parte delle misure proposte dagli organi statali e parastatali.

Una di queste misure è Smart&Start, l’incentivo dedicato alle start up nate da non più di 60 mesi che finanzia progetti compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro. Stando ai dati aggiornati a 1 giugno 2020 sul sito di Invitalia, che gestisce il finanziamento, sono state 1024 le start up finanziate e oltre 346 milioni le agevolazioni concesse con la creazione di 5740 nuovi posti di lavoro.

Progetti e start up di successo

Tanti progetti finanziati significano anche tante testimonianze che possono spingere altre start up a richiedere questo tipo di finanziamento. Unica sul mercato e con un fine sociale, Safeway Helmets s.r.l, start up di Treviso, ha ottenuto il finanziamento Smart&Start nel 2017 per sviluppare un dispositivo luminoso applicato sui caschi da motociclista e attivato da guanti speciali forniti insieme al casco. L’obbiettivo è aumentare la visibilità dei motocicli e rendere più sicura la circolazione. L’idea nasce dalla constatazione che spesso le segnalazioni di svolta e di stop sono posizionate più in basso rispetto al campo visivo del guidatore, rendendo più difficile individuare in tempi opportuni la manovra che il motociclo vuole compiere. Non solo, il casco è munito anche di scatola nera con accelerometro e geo-localizzatore GPS per registrare le dinamiche di guida di un incidente. È previsto anche un sistema di sicurezza che avverte automaticamente i servizi di soccorso nel caso in cui la vittima sia incosciente.

Un’altra start up di successo è la campana Fifth Ingenium, specializzata nella produzione di tecnologia 4.0 che con il progetto Mosaic affronta le problematiche relative all’integrazione di bambini con disturbi dell’età evolutiva o particolari sindromi dello spettro acustico nel contesto scolastico. L’idea, già testata in alcuni istituti italiani, consiste nel creare un kit composto da diversi smart objects con cui i bambini sono chiamati a interagire, e da un software installabile sulle lavagne multimediali e nei pc già presenti nelle scuole per la creazione e fruizione di esperienze didattiche.

Start up che fanno la differenza

Quante volte scrivendo un testo, o peggio un curriculum, in un’altra lingua ci siamo chiesti quale parola utilizzare e a quale contesto si addiceva di più? A rispondere ai nostri dubbi ci pensa Ludwig il primo motore di ricerca linguistico al mondo. Molto più di un traduttore automatico, consente di scrivere in inglese in totale autonomia, accompagnando l’utente nella ricerca dell’espressione più congeniale. Il sistema si basa su un database di oltre 100 milioni di frasi di qualità. Ha un nome dal sapore nordico, ma è un’idea tutta italiana… anzi, siciliana, perché i suoi inventori sono tutti originari di Palermo! Lanciato nei primi mesi del 2016, Ludwig ha raggiunto in un solo anno i 5 milioni di utenti unici di circa 200 paesi del mondo.

Tra le ultime start-up a beneficiare del finanziamento Smart&Start c’è Dante Labs. La start up, che ha sede a L’Aquila, consente la diagnosi di malattie genetiche rare o la predisposizione a specifiche malattie cardiovascolari e al cancro. Ciò è possibile attraverso il sequenziamento completo del DNA e una serie di test genetici specifici. Nato nel 2016, Dante Labs è il più grande centro privato d’Europa e in 3 anni ha analizzato e sequenziato per intero 15mila DNA. Grazie a un finanziamento di circa 350mila euro erogato da Smart&Start, la start up ha potuto dotarsi di un’infrastruttura informatica ad hoc che conducesse analisi sui big data in tempi e costi ridotti e ha potuto sostenere l'acquisto di macchinari all’avanguardia. Dante Labs ha chiuso il 2019 con circa 2 milioni di euro di fatturato.

Miriam Gualandi

Giornalista laureata in lettere. Appassionata di storie di successo.